La dipendenza da internet esiste?

No mamma non mi sto drogando… sono solo su Facebook !

dipendenza

Una simpatica gag, una battuta umoristica o un qualcosa da prendere sul serio ? Il tema della dipendenza da internet sta imperversando sul web. In tanti si chiedono quanto sia possibile essere affetti da dipendenza dalla rete e l’argomento incuriosisce sempre più. Wikipedia cita Ivan Goldberg quale primo sostenitore, seppur ironicamente, della nascita della sindrome da internet. Goldberg la definisce iad ossia “Internet Addiction Disorder” e conia tale termine nel 1995. In seguito a tale provocazione, molti psicologi e psichiatri si sono interrogati sulla questione sino a diventare, ad oggi, argomento di grande discussione.

Ma in cosa consiste una dipendenza e come fare a riconoscerla ?

Citando ancora Wikipedia, per dipendenza deve intendersi una “ Condizione patologica per cui la persona perde ogni possibilità di controllo sull’abitudine” e si indicano anche i criteri diagnostici per riconoscerla, tra cui:

  • Ossessività
  • Impulsività
  • Compulsività

Ciò che ci ha spinto a trattare tale argomento è una recentissima notizia, risalente al 2 novembre e battuta dall’ Ansa, riguardo alla nascita, al Policlinico Gemelli di Roma, del primo Centro di disintossicazione da Internet.

Già negli anni passati, in altri Paesi, ed in particolar modo in Cina, il tema ha destato particolare interesse a punto tale da far nascere strutture dedicate alla cura della dipendenza dalla rete. Si vocifera che nella stessa Cina, i primi tentativi di cura, siano stati effettuati con la tecnica dell’elettroshock e tali indiscrezioni sembrano essere avallate da agenzie di stampa come la Reuters, le quali scrivono che il governo cinese ha bandito e proibito l’elettroshock come possibile soluzione per la dipendenza da internet. Una tecnica di cura che sembra essere stata utilizzata su circa 3.000 adolescenti.

Non è il caso del Gemelli di Roma, il quale sembra impostare la propria terapia sulla “Rieducazione al contatto umano” come si evince da un articolo pubblicato da Il Sole 24 ore ma, tornando al tema del nostro argomento, quello che ci chiediamo è se:

La dipendenza da internet esiste veramente ?

Schiavitù da pornografia in rete, gioco d’azzardo, ricerca ossessiva di informazioni, shopping online, giochi di ruolo e social network sono i principali elementi che comporterebbero dipendenza da internet, ma tali vizi, schiavitù, abitudini o dipendenze che le si voglia chiamare, non hanno fatto parte della vita dell’ uomo anche in tempi molto remoti ?

Lo shopping compulsivo, le nottate passate su tavoli verdi di bische clandestine o nei casinò, il via vai su strade battute da prostitute, i war games ed i giochi di ruolo dal vivo e così via esistevano prima della nascita di internet o sono una mostruosità da imputare al web ?

La rete è solo uno strumento ?

La rete ha indubbiamente facilitato ed ampliato il raggio d’azione di ognuno di noi, ha permesso di affacciarci quotidianamente al mondo, di conoscere e scoprire nuove culture, di relazionarsi con svariate persone, di essere costantemente informati, di condividere hobby e passioni e molto probabilmente ha contribuito ad accrescere le proprie dipendenze, ma difficilmente crediamo che abbia potuto influire sull’autodeterminazione degli individui. Una cosa è l’elemento psichico e le cause, strettamente soggettive, che possono portare ad una dipendenza ed altra cosa è lo strumento attraverso il quale tali dipendenze si perseguono.

Il nostro punto di vista!

Noi di Ideama lavoriamo con il web, passiamo ore davanti al pc, immersi in un mondo fatto di applicazioni, codici di programmazione, studio grafico, ricerca continua dell’ innovazione e di informazioni, interazione con utenti di vari social network, partecipazione a blog di discussione ed aggregatori di notizie. Ci immergiamo giornalmente in questo sconfinato oceano e di questo ne abbiamo fatto il nostro lavoro. Se può essere utile ai nostri lettori e se la nostra esperienza può contribuire a dirimere qualche dubbio, vi informiamo che sino ad ora non abbiamo riscontrato su noi stessi particolari sintomi tali da destare preoccupazione, o forse non ce ne siamo ancora accorti e con buona probabilità a breve scopriremo di esserne totalmente dipendenti.

L’unica cosa che ci sentiamo di consigliare a proposito della rete, così come per qualsiasi altra cosa che faccia parte della nostra vita è di non abusare e non cadere negli eccessi. Tutto sommato siamo frutto delle nostre esperienze e di ciò che ci è stato tramandato e se qualcuno, molto prima di noi se n’ era già accorto, dandoci utili suggerimenti, allora è proprio il caso di dire che…“In medio stat virtus”

Per tutto il resto…ai posteri l’ardua sentenza!

Se l’argomento è stato di tuo interessa partecipa alla discussione.