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	<title>Realizzazione siti internet &#187; Social network</title>
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	<description>Idee per comunicare</description>
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		<title>La sicurezza è in rete&#8230;al Massimo!</title>
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		<pubdate>Tue, 11 May 2010 18:13:08 +0000</pubdate>
		<dc:creator>Alberto Acito</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;innocenza dei bambini prima di tutto! Dev&#8217;essere quello che in casa LEGO, hanno chiesto agli sviluppatori del loro sito ufficiale&#8230; e c&#8217;è da dire che sono stati presi sul serio! Provando a registrarsi al sito con username come: Massimo, Letitia, Assunta, il validatore di campi, ti avverte che il nome scelto non va bene: perché [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;innocenza dei bambini prima di tutto! Dev&#8217;essere quello che in casa LEGO, hanno chiesto agli sviluppatori del loro sito ufficiale&#8230; e c&#8217;è da dire che sono stati presi sul serio!</p>
<p>Provando a registrarsi al sito con username come: Massimo, Letitia, Assunta, il validatore di campi, ti avverte che il nome scelto non va bene: perché contiene parole come ass (fondoschiena), tit (seno) e&#8230; rifiuta la registrazione.</p>
<p><span id="more-1328"></span> Probabilmente se il mio nome fosse tra quelli non graditi al sistema e mi vedessi rifiutare la registrazione, non acceterei le motivazioni fornite dal sito e lo abbandonerei. Certo non basterebbero le scuse di un improbabile omino lego, che mi sorride (un po&#8217; sornione) e saluta con la sua manina, a convincermi che un nome appartenuto a tanti grandi personaggi della storia sia &#8220;sconcio&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.ideama.it/wp-content/uploads/2010/05/lego-e1273575495105.gif"><img class="size-full wp-image-1329 aligncenter" title="lego" src="http://www.ideama.it/wp-content/uploads/2010/05/lego-e1273575495105.gif" alt="usabilità" width="550" height="275" /></a></p>
<p>A questo punto dobbiamo chiederci quanto vale la  registrazione di un utente per la Lego, se non hanno pensato ad un sistema di validazione &#8220;intelligente&#8221;, che riesca a distinguere nickname &#8220;malevoli&#8221; da semplici nomi propri di persona.</p>
<p>Inutile provare a cambiare lingua&#8230; l&#8217;italiano non è fra quelle del sito, per cui i Massimo, Letitia, Assunta, del mondo siano essi italiani o no, decisi ad iscriversi (e non va dimenticato che ogni singola iscrizione &#8220;regala&#8221; informazioni preziose ai gestori del sito su abitudini e necessità degli utenti), dovranno utilizzare nickname meno &#8220;sconci&#8221; e più adatti alla lego&#8230;</p>
<p>La cosa più simpatica è che questo sistema di validazione permette la scelta di vari nickname fantasiosi ed estrosi, oltre che chiaramente riferibili alla sessualità. Provate, ad esempio, ad usare il sostantivo che indica le signore che svolgono il &#8220;mestiere più antico del mondo&#8221;, noterete che ce ne sono già molti di iscritti con quel nickname&#8230; Massimo, però, non è accettato!</p>
<p>C&#8217;è da augurarsi che questo sistema di validazione non diventi di moda negli USA&#8230; sarebbe un altro eccesso di sicurezza opposto ai principi di usabilità che internet dovrebbe avere.</p>
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		<title>Web 2.0 ed il suo futuro</title>
		<link>http://www.ideama.it/it/blog/web-2-0-ed-il-suo-futuro/</link>
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		<pubdate>Mon, 09 Nov 2009 18:42:47 +0000</pubdate>
		<dc:creator>gianni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cos’è il Web 2.0 ? Web 2.0 è un modo come gli altri per dire che il mondo della rete e l’interazione in internet è cambiata rispetto agli anni 90. Chiunque si sia approcciato al mondo della tecnologia ed in particolar modo dei software, si sarà imbattuto in tale terminologia. I software crescono e si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;">Cos’è il Web 2.0 ?</h2>
<p align="center"><strong> </strong></p>
<p>Web 2.0 è un modo come gli altri per dire che il mondo della rete e l’interazione in internet è cambiata rispetto agli anni 90.</p>
<p>Chiunque si sia approcciato al mondo della tecnologia ed in particolar modo dei software, si sarà imbattuto in tale terminologia.</p>
<p>I software crescono e si sviluppano in continuazione dando spazio a delle versioni sempre più aggiornate ed il metodo per  individuare e definire una versione recente rispetto ad una più vecchia è proprio l’utilizzo numerico.</p>
<p>Internet Explorer 8.0, Mozilla Firefox 3.5, Open Office 3.1 e così via, sono tutte nuove versioni dei precedenti software.</p>
<h2 style="text-align: center;">E il Web ?</h2>
<p align="center"><strong> </strong></p>
<p>Il web è l’insieme di tutto ciò che si trova in rete ossia, siti internet, portali, blog, social network e tutto ciò che appartiene al mondo dei software e delle applicazioni.</p>
<p>Se si considera il web come un&#8217;unica cosa allora anch’esso è cambiato rispetto agli anni 90 dando origine, per così dire, ad una nuova versione “ Il Web 2.0”.</p>
<h2 style="text-align: center;">In cosa è cambiato?</h2>
<p align="center"><strong> </strong></p>
<p>Le variazioni sostanziali si sono avute in merito al modo di interagire degli utenti.</p>
<p>Inizialmente i siti internet erano di natura statica e la loro funzione era quella di dare, in maniera passiva, le informazioni.</p>
<p>Con il web 2.0 , l’utilizzo della rete è cambiato notevolmente, divenendo da passivo ad attivo.</p>
<p>La rete non viene più utilizzata come uno strumento per acquisire semplicemente informazioni ma per interagire, condividere e scambiare le stesse in tempo reale.</p>
<h2 style="text-align: center;">I Social Network</h2>
<p align="center"><strong> </strong></p>
<p>L’esplosione dei Social Network sono l’esempio concreto del cambiamento avvenuto negli ultimi anni. Attraverso i Social Network si sono venute a creare delle comunità virtuali, attraverso le quali giornalmente, milioni di persone, scambiano dati, interagiscono, si organizzano, condividono passioni ed hobby.</p>
<p>Per molte persone i Social network hanno sostituito le piazze, i giornali, il diario personale, le librerie, divenendo, in alcuni casi, unici e soli punti di riferimento.</p>
<h2 style="text-align: center;">E il futuro?</h2>
<p align="center"><strong> </strong></p>
<p>Il futuro è sempre un grande punto interrogativo. Possiamo fare solo delle supposizioni sul futuro del web. Certo è che ad oggi, mentre in tanti si stanno chiedendo in cosa consista il web 2.0, altrettanti guardano in avanti ipotizzando già i possibili scenari del web 3.0 e perché non del web 4.0.</p>
<h2 style="text-align: center;">Il web 3.0</h2>
<p align="center"><strong> </strong></p>
<p>Il web 3.0 dovrebbe essere caratterizzato da ciò che viene definito come “Web Semantico”.</p>
<p>Un mondo della rete sempre più personalizzato, in cui si cercherà di dare un senso logico alle proprie attività, un mondo in cui si avrà la possibilità di cercare solo quello che realmente ci interessa, un mondo fatto di intelligenza artificiale al nostro servizio, un mondo in cui ricerche ed analisi verranno effettuate in maniera automatica basandosi sul significato delle parole.</p>
<p>Un esempio di applicazione del “Web Semantico” è lo sviluppo di motori di ricerca da poter interrogare liberamente utilizzando il linguaggio di tutti i giorni.</p>
<p>Un primo tentativo è stato già fatto da un famoso matematico britannico, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stephen_Wolfram" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/Stephen_Wolfram?referer=');">Stephen Wolfram</a>, il quale ha creato questo motore di ricerca <a href="http://www.wolframalpha.com/" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.wolframalpha.com/?referer=');">http://www.wolframalpha.com/</a> , che si può interrogare solo in lingua inglese e che è ancora in fase di sperimentazione.</p>
<h2 style="text-align: center;">Il web 4.0</h2>
<p>Questo tipo di sviluppo è forse fin troppo avveniristico anche per noi. Un possibile scenario è quello di un web completamente integrato con la realtà. Un web in cui non solo le ricerche avverranno in maniera automatica sulla base degli sviluppi semantici, ma che autonomamente ci metterà in contatto con altre persone e agirà per noi. Un web che ragionerà al posto nostro.</p>
<p>A tal proposito per capire in cosa potrebbe consistere il web 4.0, citiamo alcuni esempi fatti da   <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Seth_Godin" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/en.wikipedia.org/wiki/Seth_Godin?referer=');">Seth Godin</a>:</p>
<ul>
<li>Sono in ritardo per una cena. Il mio telefono gps lo sa (perché ha il mio calendario, la mia posizione, e lo stato del traffico). Così, mi avvisa di non poter arrivare in tempo e contestualmente avvisa le persone che mi stanno aspettando.</li>
</ul>
<ul>
<li>Ho prenotato un volo da Toledo a Seattle per una riunione con altri colleghi ed improvvisamente è stato annullato. Il mio telefono sa che è stato annullato e mi indica i voli alternativi. Ed ancora, cosa più importante, è che il mio telefono riesce a sapere cosa stanno facendo i miei colleghi in risposta a questo evento e mi dice. &#8216;Segui le mie istruzioni”…diventerà tutto molto più semplice.</li>
</ul>
<p>Questi sono gli ipotetici scenari del futuro del web…</p>
<p><strong>Se ti è piaciuto questo argomento lascia un tuo commento!</strong></p>
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		<title>La dipendenza da internet esiste?</title>
		<link>http://www.ideama.it/it/blog/la-dipendenza-da-internet-esiste/</link>
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		<pubdate>Fri, 06 Nov 2009 18:02:53 +0000</pubdate>
		<dc:creator>gianni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[No mamma non mi sto drogando&#8230; sono solo su Facebook ! Una simpatica gag, una battuta umoristica o un qualcosa da prendere sul serio ? Il tema della dipendenza da internet sta imperversando sul web. In tanti si chiedono quanto sia possibile  essere affetti da dipendenza dalla rete e l’argomento incuriosisce sempre più.  Wikipedia cita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>No mamma non mi sto drogando&#8230; sono solo su Facebook !</h2>
<p><img class="size-full wp-image-965 alignleft" title="dipendenza" src="http://www.ideama.it/wp-content/uploads/2009/11/dipendenza.jpg" alt="dipendenza" width="208" height="115" /></p>
<p style="text-align: justify;">Una simpatica gag, una battuta umoristica o un qualcosa da prendere sul serio ? Il tema della dipendenza da internet sta imperversando sul web. In tanti si chiedono quanto sia possibile  essere affetti da dipendenza dalla rete e l’argomento incuriosisce sempre più.  <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Internet_dipendenza" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/Internet_dipendenza?referer=');">Wikipedia</a> cita Ivan Goldberg quale primo sostenitore, seppur ironicamente, della nascita della sindrome da internet. Goldberg la definisce iad ossia “Internet Addiction Disorder” e conia tale termine nel 1995. In seguito a tale provocazione, molti psicologi e psichiatri si sono interrogati sulla questione sino a diventare, ad oggi, argomento di grande discussione.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Ma in cosa consiste una dipendenza e come fare a riconoscerla ?</h2>
<p style="text-align: justify;">Citando ancora <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dipendenza" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/it.wikipedia.org/wiki/Dipendenza?referer=');">Wikipedia</a>, per dipendenza deve intendersi una “ <span style="text-decoration: underline;">Condizione patologica per cui la persona perde ogni possibilità di controllo sull’abitudine</span>” e si indicano anche i criteri diagnostici per riconoscerla, tra cui:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Ossessività</li>
<li> Impulsività</li>
<li> Compulsività</li>
</ul>
<p>Ciò che ci ha spinto a trattare tale argomento è una recentissima notizia, risalente al 2 novembre e battuta  dall’ <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/tecnologia/2009/11/02/visualizza_new.html_993165006.html" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.ansa.it/web/notizie/rubriche/tecnologia/2009/11/02/visualizza_new.html_993165006.html?referer=');">Ansa</a>, riguardo alla nascita, al Policlinico Gemelli di Roma, del primo Centro di disintossicazione da Internet.</p>
<p style="text-align: justify;">Già negli anni passati, in altri Paesi, ed in particolar modo in Cina, il tema ha destato particolare interesse a punto tale da far nascere strutture dedicate alla cura della dipendenza dalla rete. Si vocifera che nella stessa Cina, i primi tentativi di cura, siano stati effettuati con la tecnica dell’elettroshock e tali indiscrezioni sembrano essere avallate da agenzie di stampa come la <a href="http://www.reuters.com/article/internetNews/idUSTRE56D1P320090714" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.reuters.com/article/internetNews/idUSTRE56D1P320090714?referer=');">Reuters</a>, le quali scrivono che il governo cinese ha bandito e proibito l’elettroshock come possibile soluzione per la dipendenza da internet. Una tecnica di cura che sembra essere stata utilizzata su circa 3.000 adolescenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è il caso del Gemelli di Roma, il quale sembra impostare la propria terapia sulla “Rieducazione al contatto umano” come si evince da un articolo pubblicato da Il <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2009/11/gemelli-terapia-dipendenze-internet.shtml?uuid=29a0c166-c7bb-11de-8a28-f73899cbb921&amp;DocRulesView=Libero" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2009/11/gemelli-terapia-dipendenze-internet.shtml?uuid=29a0c166-c7bb-11de-8a28-f73899cbb921_amp_DocRulesView=Libero&amp;referer=');">Sole 24 ore</a> ma, tornando al tema del nostro argomento, quello che ci chiediamo è se:</p>
<h2 style="text-align: justify;">La dipendenza da internet esiste veramente ?</h2>
<p style="text-align: justify;">Schiavitù da pornografia in rete, gioco d’azzardo, ricerca ossessiva di informazioni, shopping online, giochi di ruolo e social network sono i principali elementi che comporterebbero dipendenza da internet, ma tali vizi, schiavitù, abitudini o dipendenze che le si voglia chiamare, non hanno fatto parte della vita dell&#8217; uomo anche in tempi molto remoti ?</p>
<p style="text-align: justify;">Lo shopping compulsivo, le nottate passate su tavoli verdi di bische clandestine o nei casinò, il via vai su strade battute da prostitute, i war games ed i giochi di ruolo dal vivo e così via esistevano prima della nascita di internet o sono una mostruosità da imputare al web ?</p>
<h2 style="text-align: justify;">La rete è solo uno strumento ?</h2>
<p style="text-align: justify;">La rete ha indubbiamente facilitato ed ampliato il raggio d&#8217;azione di ognuno di noi,  ha permesso di affacciarci quotidianamente al mondo, di conoscere e scoprire nuove culture, di relazionarsi con svariate persone, di essere costantemente informati, di condividere hobby e passioni e molto probabilmente ha contribuito ad accrescere le proprie dipendenze, ma difficilmente crediamo che abbia potuto influire sull&#8217;autodeterminazione degli individui. Una cosa è l’elemento psichico e le cause, strettamente soggettive, che possono portare ad una dipendenza ed altra cosa è lo strumento attraverso il quale tali dipendenze si perseguono.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Il nostro punto di vista!</h2>
<p style="text-align: justify;">Noi di Ideama lavoriamo  con il web, passiamo ore davanti al pc, immersi in un mondo fatto di applicazioni, codici di programmazione, studio grafico, ricerca continua dell&#8217; innovazione e di informazioni, interazione con utenti di vari social network, partecipazione a blog di discussione ed aggregatori di notizie. Ci immergiamo giornalmente in questo sconfinato oceano e di questo ne abbiamo fatto il nostro lavoro. Se può essere utile ai nostri lettori e se la nostra esperienza può contribuire a dirimere qualche dubbio, vi informiamo che sino ad ora non abbiamo riscontrato su noi stessi particolari sintomi tali da destare preoccupazione, o forse non ce ne siamo ancora accorti e con buona probabilità a breve scopriremo di esserne totalmente dipendenti.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;unica cosa che ci sentiamo di consigliare a proposito della rete, così come  per qualsiasi altra cosa che faccia parte della nostra vita è di non abusare e non cadere negli eccessi. Tutto sommato siamo frutto delle nostre esperienze e di ciò che ci è stato tramandato e se qualcuno, molto prima di noi se n&#8217; era già accorto, dandoci utili suggerimenti, allora è proprio il caso di dire che…<strong>“In medio stat virtus”</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per tutto il resto…ai posteri l’ardua sentenza!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Se l’argomento è stato di tuo interessa partecipa alla discussione.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p><strong> </strong></p>
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